Produrre grafica d'affari (business graphic) era fondamentalmente un lavoro di digitazione da tastiera.
Genigraphics disponeva di un software che generava linee, aree, istogrammi bidimensionali in pochi istanti, a seconda della velocità di battitura dell'operatore.

Il problema era poi renderli 3D.
E si usavano un paio di tecniche che non sto a raccontare qui, magari poi ne parlo nella sezione Ricordi.

La prima immagine era presente nella pubblicità Genigraphics. Fu ripresa nel 1983 e tradotta per documentare la produzione C&G. Questa è una versione quasi rifatta in Photoshop.

Anche la seconda immagine è ripresa dalla pubblicità Genigraphics. Non disponevamo del simbolo originale dell'orbe terracqueo e ne utilizzammo un altro di produzione C&G. L'immagine risale al 1983.

Terza immagine: capitava che degli studi grafici richiedessero la realizzazione di istogrammi decisamente meno convenzionali.
Questo è un esempio, utilizzato per lastampa di un bilancio.L'immagine originale, del 1989, è stata quasi del tutto rifatta utilizzando Photoshop.

Quarta immagine: mappa, istogrammi e tabella descrittiva. Una miscela spesso utilizzata.
Da notare che le ombre delle barre danno un bel risalto alla composizione, ma sono altrettanti istogrammi appoggiati sulla mappa.

La quinta immagine è stata realizzata per la stampa di un bilancio: la sfumatura del fondo realizzata con rettangoli degradanti molto visibili era stata richiesta dal commitente. L'immagine risale al 1985.

Sesta immagine. A parte l'interruzione delle barre e della scala verticale, in questa immagine del 1985 la cosa particolare è lo sfondo, composto da una sfumatura dal blu scuro esterno verso un azzurro chiaro interno a cui sono sovrapposte delle aree diagonali tutte dello stesso colore azzurro carico.
La ricerca di sempre nuovi fondi era costante in quegli anni. Poi arrivarono i fotomontaggi e fu tutta un'altra storia.

Settima immagine: gli istogrammi orizzontali erano meno richiesti di quelli verticali.
L'immagine, del 1989, era piena di sporchi presenti sulla pellicola ed è stata ricostruita con Photosop.

l'ottava immagine è un esempio di istogrammi sfumati: dall'arancio carico al giallo.
La sfumatura era sviluppata solo sulla parte frontale, per motivi di velocità di esecuzione.

Penultima immagine. Qui le barre non rappresentano valori numerici ma danno soltanto l'idea di qualcosa che cresce o nel tempo o d'importanza: uno strumento per arricchire il testo e niente più.
L'immagine è del 1983.

Nell'ultima immagine le barre sono appoggiate su rettangoli che aiutano la leggibilità.

 

 

 
 

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