L'istruzione. Dove i nostri eroi fanno conoscenza con mr. Bob e con l'artwork ...
Personaggi fin qui:
Lui (lui), Io (io), lo svizzero, il tulipano

Questa pagina è dedicata agli operatori Genigraphics, ed a mr. Bob, che non so come si chiami in realtà.
Questa pagina è anche piena di errori ed imprecisioni a causa della scarsa memoria dello scrivente che si è anche perso il Reference manual Genigraphics.
Questa pagina andrebbe letta proprio per come è scritta: un ricordo nebuloso e sconclusionato di qualcosa che è successo una trentina di anni fa.


Lui era un giovanotto sulla trentina, alto, scuretto di carnagione. Intendo lui, l'istruttore, non Lui (lui).
Di lui, dell'istruttore non ricordo il nome, ma mi pare che avesse un cognome italiano, quindi forse era un italo-americano. Che comunque parlava solo inglese, d'oltreoceano per giunta.

Per fortuna lui (non l'istruttore, l'altro) l'inglese lo capiva e parlava e quindi anche io ero in grado di capire.
A parte che dopo una paio d'ore capivo anche io senza bisogno di traduzioni: mr. Bob (lo chiamo mr. Bob per non chiamarlo sempre l'istruttore) usava fondamentalmente solo termini tecnici, a parte un favoloso: take-a-look, che sparava tutto contento quando si concedeva un reg, un regen, un refresh del monitor, e ci mostrava il risultato.
Che tutto il corso era imperniato fondamentalmente sulla riduzione ai minimi termini del tasto di reg, anzi, mr. Bob insisteva sempre sulla necessità di lavorare al buio, che tanto intorno c'era la penombra e si vedeva comunque pochetto: meno reg, più money, diceva nel suo inglese d'oltreoceano.

Dopo due giorni eravamo in grado di lavorare al buio, pestando sul tasto e correndo con la penna ottica sul piano opaline della tavoletta grafica.

 
 

Già, non ho parlato del posto di lavoro: la workstation era costituita da un calcolatore Digital, corredato da una scheda grafica da spettacolo, il posto di lavoro formato da una tavolona grafica di circa un 70 cm di larghezza e di una cinquantina d'altezza, sistemata obliquamente rispetto al posto di seduta: più in basso dal lato operatore, più in alto dal lato monitor. La tavolona era retta da un piano di vetro nero nella quale si incastrava. Il piano sbordava ai lati di una decina di centimetri.
Poi c'era il monitor: non è come quello che ho messo nell'illustrazione qui di fianco, era praticamente invisibile, circondato com'era da un rivestimento di plastica nera antiriflesso. Poi c'era la tastiera, sistemata davanti al piano di lavoro, leggermente più in basso, sulla quale pigiavi i tasti senza poter appoggiare mani o braccia.

 
   

Infine c'erano la penna ottica, nera, ed un tastierino con 5 tasti, sistemato in alto a sinistra, sul vetro nero. Un tasto, quello in alto a destra se non ricordo male, si direi quello, visto che lo pigiavo usando l'indice, era destinato alle operazioni sugli oggetti, cattura, duplicazione, scelta del colore, movimento, ingrandimento, riduzione, etc. La penna, oltre che per il lavoro vero e proprio, si usava per effettuare le scelte sul menù.

Il menù era visibile sul monitor in alto, su un due o tre righe. Lo si attivava facendo scorrere la penna ottica verso l'alto sulla parola-menù e spingendo la penna sulla tavoletta: la punta della penna era collegata ad una molla, rientrava se spingevi e riusciva, nel senso che usciva di nuovo, se smettevi di pigiare: una pressione sulla penna era il segnale al calcolatore che avevi fatto una scelta, purchè la penna fosse su una "portata" del menù.

L'attivazione di una funzione di menù faceva comparire una seconda riga sul monitor, contenente le opzioni della funzione scelta.

Per esempio, dovendo catturare un oggetto, occorreva andare con la penna sulla prima riga in alto, sulla scritta CAPT e si premeva la penna.
Compariva una seconda riga (e se non bastava a contenere le opzioni, anche una terza ) di sottomenù: si andava con la penna sulla parola OBJ e si premeva la penna.
In pratica era tutto un correre con la penna, premere la penna, correre con la penna, premere la penna ... non vi ricorda qualcosa?
O forse si premeva il tasto di selezione, non mi ricordo.

Quel che capitava sul monitor nella zona di lavoro era la comparsa dell'outline dell'oggetto, quando lo si stava disegnando, o dell'ingombro totale dell'oggetto su cui si stava operando.
Ogni elemento grafico era un "oggetto" per definizione.
Un oggetto poteva nascere o da una copia di altro oggetto o dal disegno (funzione SKETCH), vuoi geometrico, vuoi a mano libera. Potevi ottenere quadrati, cerchi, linee, spezzate, forme complesse e tutto vettoriale, definito da numeri e non da pixel, capace di ingrandimenti all'infinito e dotato di vertici manipolabili. Il non plus ultra del paradiso del grafico, insomma.

L'insieme di più oggetti poteva, se lo decidevi, costituire un GROUP, un gruppo.
Era quindi possibile catturare o un oggetto o un gruppo o un oggetto ed un gruppo, o un oggetto ed un altro oggetto, o un gruppo ed un altro gruppo: insomma si poteva catturare di tutto e di più.
Altro elemento caratteristico, trattandosi di grafica vettoriale, erano i vertici, VERT.
Si potevano catturare anche loro, ma non in contemporanea con oggetti o gruppi.

Tutto ciò che veniva catturato era disponibile per essere manipolato in svariati modi:
Potevi colorarlo (solo gli OBJ), utilizzando la funzione color, secondo lo schema:
CAPTure - OBJect - COLOR - ACQuire (modifica del colore se occorre) - DEPosit

La funzione COLOR era distinta in ACQ(uire) con la quale potevi acquisire un colore presente sullo schermo. Acquisito, lo potevi subito modificare, utilizzando 3 parametri: Hue, Value, Bright (mi pare, non ne sono sicurissimo): i parametri erano indicati con numeri da 0 a 255, che dovrebbero portare ad un totale di 16.000.000 di colori possibili.
La Hue era il colore vero e proprio, Value era il carico di colore, diciamo la saturazione, Brightness era il valore di luce, di bianco o di nero, presenti nel colore. 0 = nero, 255 = bianco, se non ricordo male.
L'altra funzione era DEP(osit) e la sviluppavi andando con la penna all'interno del perimetro dell'oggetto
in cattura e pigiando il tasto.
Ad esempio, per modificare il colore, Penna pigiata su Hue e, sempre con la penna pigiata, movimento in orizzontale per far scorrere i valori da 0 (tutto a destra) a 255 (tutto a sinistra).
E mentre scorrevi vedevi il colore cambiare sull'oggetto in cattura. Decisamente pratico.
O forse cambiava in un riquadrino posto accanto al menu in alto.
Ho già detto che non ricordo bene?

Un oggetto (OBJ, GR, VERT) lo potevi muovere:
CAPT - OBJ (o GROU o VERT) - MV/GR - ....
MV/GR sta per Move/Grow, muovi oppure ingrandisci (o riduci).
Il movimento lo ottenevi premento e tenendo premuta la penna e muovendola sulla tavoletta, l'ingrandimento sempre tenendo premuta la penna e muovendo in diagonale verso l'alto, partendo da destra, la riduzione muovendo al contrario, dall'alto in basso, da sinistra verso destra. E forse dovevi anche tener premuto il tasto o premerlo alla fine ...

... il fatto è che ora, mano a mano che scrivo, sono certo di aver dimenticato l'esatta sequenza fra premere la penna e premere il tasto, e di quando occorreva l'una o l'altro. Son passati ormai una trentina d'anni e con gli anni son passato dalla penna ottica al mouse. Che ha tutta un'altra meccanica. Ho provato a chiudere gli occhi e ad immaginarmi seduto alla console, ma ormai, avendo pensato un po' troppo a quale fosse la sequenza corretta, non mi fido dei ricordi meccanici delle mie mani.
In fondo è un po' come cambiar marcia con l'automobile: quando hai imparato poi lo fai d'istinto: se ci pensi sbagli.

Quel che non ho scordato era la sequenza spasmodica di comandi vocali con la quale mr. Bob accompagnava ogni operazione: lui li scandiva i comandi: Capture, object, move/grow, color, acquire, deposit ...
Ed ogni comando era un ordine, che guai se sbagliavi: lui non è che si arrabbiasse, lui ti odiava, stop.
E lo sentivi l'odio, dietro alla schiena.

Però mr. Bob fu bravissimo: a fine corso eravamo in grado di eseguire un sacco di roba, praticamente quasi ad occhi chiusi, e, cosa importantissima per mr. Bob, molto rapidamente.

Ricordo ancora (quasi) tutta la sequenza per generare una sfumatura, fosse essa su testi o su oggetti.
Prima di narrarla devo però recuperare dalla mia scarsa memoria qualche concetto.

Overlay.
La sequenza nella quale gli oggetti si collocano sul piano: praticamente come tanti fogli di carta, uno sull'altro. L'overlay funzionava per gli oggetti, per gli oggetti all'interno di un gruppo, e per i gruppi rispetto ad altri gruppi. Per chi conosce photoshop, il concetto di overlay è analogo a quello dei livelli.
Per definire l'overlay degli oggetti presenti sullo schermo partivi catturando il fondo e proseguivi catturando, uno ad uno ed in sequenza, tutti gli oggetti presenti. Se una parte di oggetti era già a posto, potevi partire da quello più in alto e proseguire con altri oggetti, che si sarebbero sovrapposti al primo catturato. Al termine della cattura andavi sul menu EDIT e pigiavi sul comando OVERLAY.

Linked Objet, linked color.
Più oggetti si potevano unire a gruppi, nel qual caso erano linked object.
Più oggetti si potevano collegare a colore, nel senso che cambiando il colore di uno cambiava anche il colore di tutti gli oggetti legati fra di loro a colore.
Un gruppo di oggetti nasceva, oltre che linked object, anche linked color.
Quindi per cambiare colore ad uno o più oggetti legati a colore era necessario slegarli, cioè definirli unlinked color.
Se volevi che tutti gli oggetti di un gruppo fossero slegati da colore, catturavi il gruppo e lo definivi unlinked color. Questo per il colore.

Ora vediamo per la forma e la posizione.
Un gruppo, se catturato come tale, si muoveva tutto insieme, si riduceva o si ingrandiva tutto insieme, tranne che per le funzioni SPACE (distribuisci gli oggetti nello spazio fra il primo e l'ultimo) e SIZE INCR (ridimensiona gli oggetti incrementandone la grandezza partendo dal più piccolo per arrivare al più grande, fondamentalmente una interpolazione fra il più piccolo ed il più grande di una serie di oggetti o di un gruppo di oggetti).
Quel che occorreva era, appunto, che il primo e l'ultimo degli oggetti del gruppo nella sequenza di overlay avessero dimensioni e/o posizioni differenti.
Pertanto prima si catturava un oggetto (quello sopra agli altri, ovviamente) lo si riduceva o aumentava di grandezza, poi si catturava il gruppo e si poteva eseguire la funzione SIZE INCR. Analogamente per la funzione SPACE, operando sulla posizione anzichè sulla grandezza.
Se sia posizione che grandezza erano modificate si potevano usare le due funzioni in sequenza:
CAPTure - GRoup - EDIT - SPACE - SIZe/INCRement.

 
  Passiamo alla sfumatura.
In partenza ci voleva una matrice, diciamo un oggetto, che usavi cosi:
CAPTure - OBJect - MoVe/GRow - DUP DUP DUP DUP DUP DUP DUP DUP DUP ...
(ogni DUP era un colpo sul tasto che generava una nuova copia dell'oggetto)
... EDIT
- DELete

Con EDIT DELete si buttava via la matrice: quando duplicavi un oggetto tutte le copie nuove nascevano collegate in gruppo fra di loro, collegate come colore - linked color - e sovrapposte nell'ordine di nascita: la matrice sarebbe stata d'impaccio essendo slegata dal resto delle copie, un oggetto di troppo, difficile da raggiungere essendo al di sotto del nuovo gruppo, e poichè ogni oggetto costava, ed il size di un artwork(*) era di grandezza limitata, si buttava via la matrice ...

 
   


... poi senza interrompersi:
CAPTure - GRoup - EDIT - UNLinKed COLor (definivi gli oggetti costituenti il gruppo con colori slegati l'un l'altro: potevi cioè poi cambiare il colore di ciascun elemento senza che il colore cambiasse anche per i restanti elementi del gruppo. Ora il colore non veniva mutato, restava identico, ma libero, per tutti gli oggetti)

CAPTure - OBJect - COLor - ACQuire - DEPosit : si catturava all'interno del perimetro del gruppo che corrispondeva al perimetro degli oggetti, essendo essi impilati uno sull'altro, e si otteneva il controllo della copia in alto, quella più alta come overlay.
Quindi la si colorava: la scelta del colore era in funzione della sfumatura, naturalmente: se per ipotesi il gruppo era nato di un bel BU8 (un blu scuro) e tu volevi sfumarlo verso un azzurro chiaro, coloravi l'oggetto in cattura con un azzurro chiaro, sapendo che il resto del gruppo, ormai slegato da colore, era pur sempre di un bel BU8).

Senza mollare la cattura si proseguiva:
MV/GR ...
Che se non riducevi di grandezza l'oggetto o se non lo spostavi, la sfumatura non l'avresti mai vista, vero? Con tutti gli oggetti impilati uno sull'altro e di identiche dimensioni. Questo ci diceva nel suo inglese d'oltreoceano mr. Bob, con tono sardonico e con un sorrisetto da brividi.
Quindi riducevi e spostavi un po' l'oggetto in cattura, per poi proseguire con la ...

... sfumatura:
per farla, prima si catturava il gruppo:
CAPTure - GRoup

poi si distribuivano gli oggetti di dimensione crescente e nello spazio fra gli estremi
EDIT - SPA
ce - SIZe/INCrement (qui ci sono le due funzioni, ma ne bastava anche solo una delle due per ottenere la visibilità della sfumatura)

infine si distribuiva il colore sugli oggetti:
COL
or ...
e c'erano tre possibilità: SPA COL (Space color, praticamente il colore veniva graduato dall'oggetto di partenza, quello primo nell'overlay, quello sotto a tutti, fino al colore dell'ultimo, e la gradazione avveniva non sulla Hue, ma sul tono e sul chiaro/scuro del colore: insomma passavi dal blu scuro all'azzurro chiaro.
Poi c'era RGB INCR: qui si lavorava sulla HUE: si partiva dal colore iniziale e si ruotava all'interno della HUE, del colore vero e proprio, fino ad arrivare al colore che precedeva il primo della fila: avevi un bell'arcobaleno.
Poi ce n'era un terzo che non mi ricordo, tipo HVC, ma non la usavo mai, era molto simile allo SPA COL.
Io lavoravo solo di SPA COL.

Quindi: CAPT - GR - EDIT - SPACE - SIZ/INC - COL - SPA COL

Tutta l'operazione si doveva svolgere rapidamente: uno bravo ci metteva un 15 secondi. Uno bravissimo ce ne metteva 10, se non era in forma quel giorno, e lo poteva rifare ad occhi chiusi. Un esempio al rallenty lo si vede sul gif più sopra, quello che gira di continuo.
Ah, dimenticavo: era a questo punto che mr. Bob si scioglieva in un sorriso radioso, si allontanava leggermente col busto dalla tavoletta e con voce commossa sparava il suo sontuoso: TAKE A LOOOOOK.


La logica era fondamentale per riuscire a crescere dal punto di vista operativo: se imparavi bene i concetti poi potevi andare tranquillo: mr. Bob sosteneva che un operatore bravo cresceva nei primi 6 mesi e poi si fermava lì. L'operatore super cresceva nei primi 3 mesi, poi continuava, ma lentamente, per un annetto: poi ti fermavi anche tu, operatore super.
Ovviamente mr. Bob era un operatore super. Garantisco, l'ho visto all'opera ed era una scheggia.

 
 

Mr. Bob si piazzava in console, schiena ben dritta, non come noi che si stava tutti piegati sulla tavoletta, lui no, lui le mani sollevate, da pianista, iniziava a comporre il grafico, accompagnando ogni battuta sulla tastiera con la descrizione relativa:
VBR (vertical bar)
e qui Genigraphics forniva una sequenza di domande alle quali rispondere, più o meno come queste:
numero di serie ..
Sovrapposte? ..
Valori asse y ...
Valori asse x
Prima serie: colore ...
valori ... (qui dovevi digitare i numeri separati dalla virgola) 10,14,22,33,15,10
Seconda serie .....

 
   

Mr. Bob scandiva domande e risposte e muoveva le mani sulla tastiera a velocità supersonica.
Tempo un 20 secondi ed un grafico a barre di 3 serie per una decina di valori era visibile al risuonare del suo TAKE A LOOK.

Io non ho mai imparato a far bene i grafici. Mi sono arenato da qualche parte, ho sempre avuto difficoltà con la sequenza, credo. Mr. Bob lavorava senza guardare monitor o tastiera, lavorava con gli occhi sul foglio dei dati: aveva in mente tutta la sequenza, sia per le barre verticali che orizzontali, per le linee, per le aree, per le torte, ed aveva in mente tutta la distribuzione dei tasti sulla tastiera: per questo lavorava velocissimo: doveva solo leggere i dati.
Io non ho mai imparato a far bene e velocemente i grafici poichè continuo a dover guardare la tastiera.

E poi ... c'è anche un poi ...
... Quel che non ho detto è che sia la penna ottica che il tastierino si potevano calibrare in funzione dell'operatore. Ho detto calibrare per non dire settare, che mi pare poco carino.
Insomma, se io fossi stato destro, tutto sarebbe stato a posto. Peccato che io fossi (e lo sono ancora) mancino. E peccato che io non abbia pensato a dirlo a mr. Bob. E peccato che mr. Bob non me l'abbia chiesto.
A farla breve, credo di essere stato l'operatore mancino più veloce a lavorare da destro di tutta la storia delle workstations Genigrahics.
Mioddio, se penso a quel che potevo diventare se solo avessi scambiato penna e tastierino.

Ed ora spiego anche il perchè dell'odio di mr. Bob, almeno all'inizio del corso.
Noi C&G, io e lui, avevamo ormai un 35 anni suonati e mr. Bob era più giovane di una decina.
Quando ci vide non lo disse, ma pensò che il compito che l'attendeva fosse impossibile: troppo vecchi per imparare.
Mr. Bob aveva iniziato a 20 anni e pensava che a 20 anni fosse perfino tardi.
Mr. Bob era il perfetto marine della grafica, un soldato in grado di affrontare e di resistere a tutto: noi eravamo vecchietti irrecuperabili, al confronto.

Poi qualcosa è cambiato. A fine corso Mr. Bob ci ha fatto sistemare, uno dopo l'altro, sulla sedia davanti alla console, un po' nella posizione della signora che si vede in prima pagina sul sito GE-GENIGRAPHICS, cioè girati verso di lui, e ci ha fotografati, sempre uno dopo l'altro, con l'immancabile e mitica Polaroid.

Per l'archivio, ci disse.
Io credo però che fosse l'archivio dei suoi successi.
Thanks mr. Bob, comunque tu ti chiami.

 

 
   

 

P.S.: Se qualcuno dispone di un menù originale Genigraphics e me lo fa avere o vedere o lo descrive, giuro che rifaccio l'animazione della sfumatura.
E se trovo chi ha buttato via il Reference Manual Genigraphics, giuro che ... no, meglio di no.

 
 

(*) Mi riservavo di scriverlo in modo che si vedesse bene, e non ho trovato altro modo di farlo che racchiuderlo in una nota a piè pagina.

Il file Genigraphics, quello che si poteva salvare o sul disco
(write tm, time-memory) e/o su floppy disk, sui manuali Genigraphics e nella terminologia corrente veniva detto Artwork, opera d'arte.
Chiaro il concetto?

 
   
 
 
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